Milano, Doppie (ir)Realtà

L’idea del progetto e’ quella di unire in un unica immagine un momento fugace e il luogo circostante, le architetture con momenti di vita. Rappresentare l’umanita’ imprigionandola dentro le architetture comtemporanee. Interpretare in modo diverso le architetture stesse della milano moderna fondendole con personaggi di passaggio, fermi in attesa o impegnati nelle loro attivita’.

” … queste immagini … Creano un interessante connubio tra architettura e street, tra stasi e dinamismo, tra orizzontale e verticale. Le linee oblique e lo sviluppo in altezza rendono bene il senso di una città dinamica, come deve essere la city. E, tuttavia, queste linee costruiscono anche le maglie di grate che sembrano imprigionare l’individuo, proprio nel mentre lo proiettano verso l’alto.” Marisa Prete, studiosa di semiotica, arte e fotografia

Un’altra idea alla base del progetto e’ quella legata ad una riflessione sui concetti di inquadratura e composizione che in fotografia mi affascinano molto. In queste immagini provo a ribellarmi a questi concetti e al tempo stesso ad esasperarli. Nella realizzazione delle immagini, scattate con la tecnica delle doppie esposizioni in ripresa, ho dovuto svolgere un doppio lavoro sull’inquadratura e sulla composizione dei due scatti pensando al risultato che ne sarebbe scaturito nella terza immagine, quella finale. Quello che mi interessava era creare un senso di disorientamento nell’osservatore ma al tempo stesso mantenere ordine, riconoscibilita’ figurativa e una forma di rappresentazione non troppo astratta.

“Daniele in questa serie utilizza l’approccio delle sovrapposizioni, creando ad arte una sovrattura per il mondo reale. Unisce due generi, la fotografia di elementi architettonici e la street e se vogliamo due filosofie, la pazienza del rigore e la confusione del caos. In questo modo sembra che quelle figure umane apparentemente naturali, immerse nelle loro piccole facezie, risultino imbrigliate, imprigionate perfino, dentro sovrastrutture di griglie artificiali che loro stessi hanno costruito.” Alberto Di Cesare, fotografo, docente di fotografia

Le immagini sono state scattate tra il dicembre del 2018 e la prima metà del 2020.

Una selezione delle seguenti immagini sara’ presentata al Fuori Festival della Fotografia Etica di Lodi dal 26 Settembre al 25 Ottobre 2020

Museo della Stampa – via della Costa, 4 LODI

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Milano.

Persone in istanti fugaci – Luoghi della citta’ moderna.

Insieme in una immagine.

Prima nota.

“… l’inquadratura. Ci troviamo di fronte a un problema fondamentale, a una delle basi della fotografia. Il rapporto tra quello che devo rappresentare e quello che voglio lasciare fuori dalla rappresentazione. […]

Per quanto riguarda la fotografia il problema determinante è quello di ritagliare da uno spazio sterminato del quale siamo osservatori un quadratino, un rettangolo, una sezione rotonda.

La fotografia è essenzialmente un dispositivo di selezione e attivazione del vostro campo di attenzione.” (L. Ghirri)

Questo e’ un concetto che mi affascina. E’ l’aspetto che mi affascina di piu’ della fotografia, ci credo molto e verso questo aspetto ho una attenzione persino eccessiva.

In queste foto provo a ribellarmi a questa visione. Una ribellione al concetto di inquadratura oppure una esasperazione di questo stesso concetto. Qualcosa di troppo ambizioso? Sì, direi di sì.

Nelle doppie esposizioni e’ necessario inquadrare e comporre due volte pensando al risultato nella terza immagine, quella che risultera’ l’immagine finale.

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Seconda nota.

L’istante. Il qui e ora.

Anche questo si dice essere uno degli aspetti fondamentali della pratica fotografica: cogliere un momento irripetibile. La fotografia coglie sempre un istante irripetibile perche’, anche la piu’ statica scena di paesaggio, e’ in continua evoluzione e in continuo cambiamento a causa quanto meno di qualche piccola variazione nell’intensita’ e nella direzione della luce. Tuttavia esistono momenti davvero irripetibili come il passaggio di una persona, un suo atteggiamento, in un determinato luogo, in un preciso istante, in una circostanza in cui si viene a trovare anche il fotografo. Davvero assolutamente irripetibile. Mentre il paesaggio, beh quello, salvo qualche sfumatura, lo potremo trovare ancora li domani o alla prossima giornata di sole o di pioggia.

L’idea di questa serie di fotografie e’ quindi quella di mettere in una sola immagine l’istante irripetibile e la rappresentazione del luogo circostante.

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Terza nota.

Semplicemente rappresentare le persone immergendole dentro i luoghi che vivono.

Semplicemente un modo non banale di rappresentare la Milano moderna e delle nuove architetture.

Milano.

Persone in istanti fugaci – Luoghi della citta’ moderna.

Insieme in una immagine.

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Modus operandi: doppie esposizioni, in ripresa, a mano libera, a pochi istanti l’una dall’altra, a brevissima distanza l’una dall’altra.

Milano, Dicembre 2018 – Gennaio 2020 …

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